Modello: G01624

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STATUA SCULTURA IDA FUA DONNA DI CAMPAGNA ANNI 30 IN GESSO
Scultura mezzobusto in gesso di donna.

Condizioni: USATA. In buone condizioni, segni del tempo e d'usura (vedi foto).

Volti di un’artista invisibile Ida Fuà:
"L’arte è tutto ciò che gli uomini chiamano arte”, afferma il filosofo Dino Formaggio, ciò che è riconosciuta come arte. C’è però un’arte che rimane nascosta. È il prodotto di uomini, artisti, costretti a rendersi invisibili. Un’arte che, anche se oscurata, diventa una forma di resistenza, una rivendicazione della propria identità, una via di fuga dalla coazione della realtà e del dominio per il quale non si potrebbe nemmeno esistere, un tentativo di esprimersi con ciò che è ancora permesso. Ida Fuà è un’artista ebrea, vissuta durante gli anni del fascismo e delle leggi razziali; Ida Fuà è un’artista invisibile, una donna che ha dovuto nascondere se stessa insieme alla propria arte. Proveniente dalla ricca famiglia Lolli e moglie di Carlo Fuà, direttore industriale del villaggio Crespi D’Adda, Ida ha passato gran parte della sua vita a Torno, piccolo centro sul lago di Como, dove ha cercato rifugio e protezione nella sua villa solitaria immersa nel verde. Qui, nel suo atelier con vista lago, ha prodotto la maggior parte delle sue opere: si tratta di sculture raffiguranti volti, busti e particolari profili umani che sembrano un’espressione estetica del sua stesso dramma personale. A colpire con maggior forza sono probabilmente gli occhi di queste figure: sono occhi dallo sguardo mancato, occhi che forse sognano un altrove. Nessuna guarda lo spettatore, nessuna sostiene con lui un rapporto diretto, come nell’indicare un’impossibilità di comunicazione, di fare esperienza dell’altro. Nell’omissione, però, il gesto appare ricco di significato e colmo di emotività, restituendo da ultimo un segno di speranza: in questi occhi scostati trapela il desiderio di recuperare lo sguardo, di affermare la propria volontà di esistere, il proprio esserci.
Scritto dalla Dott.sa Alice Bitto
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